Radiazioni nella vita quotidianaLa radioattività spiegata in modo semplice

Fumo: la sorgente di radiazioni sottovalutata

Pubblicato il 13 settembre 2026

Foto: Idin Ebrahimi / Unsplash
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Chi pensa all’esposizione alle radiazioni pensa a radiografie, centrali nucleari o viaggi in aereo — quasi nessuno alla sigaretta. Eppure, per chi fuma, il fumo di tabacco è una delle maggiori sorgenti di radiazioni della vita quotidiana.

Come arriva la radioattività nella sigaretta?

Le piante di tabacco assorbono dal terreno, dai fertilizzanti e dall’aria le sostanze radioattive naturali polonio-210 e piombo-210 — prodotti di decadimento del radon che si depositano sui peluzzi appiccicosi delle foglie di tabacco. Fumando, arrivano con il fumo in profondità nei polmoni e si fissano di preferenza alle biforcazioni delle vie respiratorie. Il polonio-210 è un emettitore alfa: la sua radiazione percorre solo frazioni di millimetro, ma cede la sua energia in modo concentrato proprio lì, al tessuto polmonare.

Quanta dose ricevono i polmoni?

L’agenzia sanitaria statunitense CDC cita un confronto impressionante: chi fuma un pacchetto e mezzo al giorno espone i propri polmoni, nell’arco di un anno, a una dose di radiazioni pari a circa 300 radiografie del torace. A differenza della radiografia, questa dose non si distribuisce sul corpo, ma si concentra anno dopo anno sugli stessi punti sensibili delle vie respiratorie.

La radiazione è solo uno dei tanti fattori cancerogeni del fumo di tabacco — ma è quello quasi del tutto assente dalla percezione pubblica. Gli esperti ritengono che il polonio-210 contribuisca a una quota rilevante dei tumori polmonari da tabacco.

Il doppio conto con il radon

Particolarmente sfavorevole è la combinazione di fumo e radon in casa: i due rischi si potenziano a vicenda, perché aria carica di radon e fumo di tabacco colpiscono gli stessi tessuti. Gli studi mostrano per i fumatori in case con radon elevato un rischio di cancro al polmone molte volte superiore rispetto ai non fumatori. Chi fuma e vive in un’area a rischio radon ha quindi due buoni motivi per una misurazione del radon — e uno in più per smettere di fumare.

Conclusione

Per chi fuma, la più grande sorgente di radiazioni evitabile della vita quotidiana sta nella propria tasca. Nessuna rinuncia a noci brasiliane, voli o radiografie fa risparmiare nemmeno lontanamente tanta dose quanto smettere di fumare.

Fonti

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